Hong Kong - Camminare tra milioni di persone e sentirsi invisibile.
Parte 1 – Consigli utili prima di partire e dove dormire.
Camminare tra milioni di persone e sentirsi invisibile… proprio ciò di cui avevo bisogno.
Sono passati ormai quattro anni da quando vivo stabilmente in Sri Lanka. A piedi nudi, a due passi dal mare, in un piccolo villaggio dove tutti — o quasi — sanno chi sei, dove vai, cosa fai. Ed è bellissimo, sia chiaro. Ma ogni tanto, anche la bellezza chiede una pausa.
Ultimamente, staccare per non significa più spiagge nuove o rifugi nella natura.
Staccare vuol dire città. Vuol dire lasciarsi risucchiare nel caos. Guardare una folla e sapere che nessuno ti guarda. Avere il tempo — e lo spazio — per essere solo una tra tanti.
Hong Kong è stata tutto questo. Una boccata d’aria rumorosa, intensa, disordinata.
Una città dove tutto succede velocemente e dove puoi camminare per ore senza che nessuno ti fermi, in silenzio. Ho mangiato dumpling da una signora che non parlava nemmeno una parola di inglese, preso milioni di tram in mezzo ai grattacieli, fotografato mercati e condizionatori. Mi sono riempita gli occhi (e la pancia). Mi sono svuotata la testa.
Qualche consiglio pratico (prima che me lo chiediate)
1. Serve il visto?
No, per i cittadini italiani (e molti europei) non serve nessun visto per soggiorni fino a 90 giorni. Basta il passaporto valido.
2. L’app Octopus for Tourists - indispensabile.
Ti consente di avere una Octopus digitale direttamente sul telefono — senza bisogno della carta fisica. Paghi ovunque: metro, tram, barche, 7-Eleven, ristoranti (anche quelli più local dove non accettano pagamento con le normali carte di credito/debito). Puoi ricaricarla con la carta di credito direttamente in app in pochi secondi.
3. E-SIM: dati illimitati con Holafly
Negli ultimi anni ho sempre usato l’eSIM di Holafly quando viaggio, anche questa volta.
Si attiva in pochi minuti, funziona bene e non devo togliere la mia SIM srilankese, che voglio rimanga attiva per le chiamate. Il plus di Holafly sono sicuramente i dati illimitati.
👉🏼 Tip da viaggiatori: dall’app puoi scegliere solo pacchetti fissi (5, 7, 10 o 15 giorni), ma se acquisti dal sito puoi selezionare esattamente il numero di giorni che ti serve.
Se vuoi provarla anche tu, qui c’è il mio link con un piccolo sconto del 5%.
4. Contanti? Quasi mai.
Non mi sono mai serviti, se non per un paio di taxi locali.
Per tutto il resto — trasporti, cibo, negozi — ho usato l’Octopus card o la carta (anche contactless). Se vuoi evitare i contanti del tutto, c’è sempre Uber, che funziona bene e si paga direttamente in app.
5. Adattatore: sì, ti serve.
Le prese a Hong Kong sono di tipo G (quelle inglesi, con tre rettangoli). Il voltaggio è 220V, quindi non servono trasformatori per i dispositivi europei, ma l’adattatore sì.
Se non ne hai uno, puoi trovarli facilmente anche in aeroporto o nei 7-Eleven in città.
6. VPN: sì o no?
A differenza della Cina, a Hong Kong i social e Google funzionano normalmente.
Quindi niente panico: puoi postare, cercare, prenotare tutto come a casa.
La VPN non serve (ma se ce l’hai, non guasta mai).
Dove dormire: Wan Chai.
Il mio quartiere preferito per dormire a Hong Kong è sicuramente Wan Chai: centrale, vivo, autentico, con un mix perfetto tra vecchio e nuovo.
Dove? Dato che ero molto indecisa tra due hotel, alla fine ho deciso di provarli entrambi.
Per me l’hotel non è mai solo un posto dove dormire. È parte integrante del viaggio: un rifugio, un punto di partenza, a volte anche un motivo per scegliere una destinazione. Mi piace che abbia un’anima, un’identità chiara. Che racconti qualcosa del posto in cui si trova, o almeno mi faccia sentire nel “mood” giusto per viverlo.
The Fleming – Un boutique hotel ispirato al design navale: colori ottanio e bordeaux, dettagli in ottone, vibe retro-industriale.
Peccato per il check-in, che mi ha un po’ rovinato l’accoglienza: avevo prenotato (e pagato) una camera Media, ma mi hanno assegnato una Small. Quando l’ho fatto notare alla reception, mi hanno liquidata dicendo che mi sbagliavo — la mia era effettivamente una “Media”. Spoiler: non lo era per niente.
Ho scritto una mail allegando le foto della camera prenotata e quella assegnata.
Cinque minuti dopo, la manager ha bussato alla porta e mi ha detto che, se volevo, poteva mostrarmi una camera come quella che avevo prenotato (e che sì, era diversa).
Ha aggiunto che “la camera media che mi avevano assegnato al check in aveva lo steso design delle camere piccole” - sì, lo ha detto davvero - ma che se avessi avuto piacere mi sarei potuta spostare in una camera media come quella che avevo prenotato dal sito.
Insomma, bello, ma la gestione del disguido mi è sembrata poco elegante. Peccato.


The Hari – Luxury Hotel, più elegante e contemporaneo, con stanze luminose, letto comodissimo e vista sulla baia dai piani alti. Perfetto se cerchi una coccola urbana. Staff gentile e sempre disponibile.
Non ho provato la colazione in nessuno dei due — anche perché in zona non mancano certo posti dove iniziare bene la giornata. Entrambi gli hotel sono ben collegati e circondati da opzioni interessanti, ma di questo ti racconto meglio nella prossima Vitamina.
Se dovessi tornare a Hong Kong, prenoterei The Hari a occhi chiusi.


Se hai in programma un viaggio a Hong Kong spero che questi appunti ti siano utili per partire con il piede giusto.
Intanto, preparo di nuovo la valigia: questa settimana riparto per un’altra meta del Sud-Est asiatico. Finalmente in Sri Lanka è arrivata la tanto attesa “bassa stagione” e io e Stefano ne approfittiamo per prenderci qualche giorno di riposo. Nell’ultimo anno abbiamo affrontato la costruzione del nostro secondo hotel in Sri Lanka, un’alta stagione con Casa Tikiri praticamente quasi sempre fully booked… direi che è arrivato il momento per una vacanza.
Se vuoi sbirciare in tempo reale, ti aspetto nelle storie su Instagram
Nella prossima Vitamina vi racconto ancora di Hong Kong: cosa fare e dove mangiare. Le cose che non puoi perdere, i miei posti del cuore e un tempio che profuma di incenso e silenzio.
A presto,
Alice



