Taipei, una sorpresa di fine estate
Silenziosa, gentile e luminosa: una città che ti conquista piano, tra lanterne, dumpling e caffè perfetti. Dieci giorni per scoprire che anche le metropoli possono avere un’anima calma.
Dieci giorni a Taipei, fine agosto.
Non sapevo bene cosa aspettarmi. Pensavo a una città caotica, rumorosa, tutta neon e tecnologia. E invece è stata una delle capitali più gentili, ordinate e accoglienti che abbia mai visitato.
Taipei non ti travolge, ti accompagna. Ti offre un posto a sedere, ti lascia passare, ti sorride anche quando non serve.
Il mio rifugio in città
Lo scrivo subito, perché so che è la domanda più gettonata. Ho dormito all’Humble Boutique Hotel, nel cuore della città. Ventimetri (letteralmente) dalla metro, camere grandi e luminose, palestra, sauna, bagno turco e una piscina indoor (fredda, ma si fa perdonare). Moderno e silenzioso, con quel tipo di eleganza che non fa rumore. Un perfetto rifugio urbano per esplorare la città. Se dovessi tornare a Taipei… lo sceglierei di nuovo.
Cosa vedere (e dove perdersi un po’)
Taipei è fatta di contrasti dolci: vecchie distillerie trasformate in gallerie, giardini zen che convivono con mall futuristici, templi che profumano d’incenso accanto a caffè minimal.
Huashan Creative Park → un’ex distilleria riconvertita in un centro culturale vivo, dove arte, musica e design convivono con il profumo di caffè tostato. È uno di quei posti in cui si finisce per restare ore: si entra per una mostra e si esce dopo aver curiosato tra librerie indipendenti e botteghe artigianali.


Songshan Cultural and Creative Park → un tempo fabbrica di tabacco, oggi è un intero quartiere dedicato alla creatività. Gli edifici industriali sono stati restaurati con una cura quasi poetica: architettura, grafica, moda e design convivono in spazi ampi e luminosi. Tra un’esposizione e l’altra, ci si può fermare in uno dei tanti caffè o concept store che punteggiano il complesso, un sacco di cose belle!
The Old Military Village → piccole case basse, muri scrostati e cortili dove il tempo sembra essersi fermato. È un frammento di memoria sopravvissuto alla modernità, oggi abitato da artisti e fotografi.
Chiang Kai-shek Memorial Hall → lo spettacolo del cambio della guardia vale da solo la visita (precisione, rituale, silenzio).
E poi, ovviamente, Taipei 101, il simbolo della città. È impossibile non vederla: domina l’orizzonte con la sua eleganza geometrica, e di notte sembra sospesa tra le nuvole. Salire fino in cima vale la pena, anche solo per scoprire il damper, quel gigantesco contrappeso dorato che tiene in equilibrio la torre durante i tifoni. Ma il vero spettacolo è da fuori. Prendete un taxi o un Uber fino al sentiero di Elephant Mountain (Xiangshan). Il percorso è breve ma intenso: circa 20 minuti di salita e 600 gradini che si arrampicano nella giungla urbana. Portate acqua e scarpe comode e un repellente per gli insetti. La salità è faticosa ma in cima vi aspetta una delle viste più iconiche d’Asia: la città stesa ai vostri piedi, il cielo che cambia colore e la Taipei 101 che si accende, finestra dopo finestra, fino a brillare nel buio. Indubbiamente una delle esperienze più belle del mio soggiorno a Taipei. Io consiglio di arrivare poco prima del tramonto, restare fino a quando si accendono le luci, e poi scendere lentamente per fermarsi di nuovo a guardarla da un’altra prospettiva: dal punto panoramico in No. 2, Lane 253, Songren Road.
Un’esperienza insolita
Sotto il Boan Temple, in una fila di minuscoli studi illuminati da lampade rosse, siedono le fortune teller: donne che leggono la tua carta astrale o il futuro, con mappe, numeri e amuleti. Mi sono fatta leggere l’astrologia, dall’unica signora che mi sembrasse parlare inglese tra quelle disponibili quella mattina.
Avevo già provato qualcosa di simile anni fa in Myanmar sotto la grande Shwedagon Pagoda. Allora, tra l’oro e l’incenso, mi ero fatta leggere la mano. Due esperienze distanti, ma collegate da una stessa tensione: lasciare che una voce sconosciuta provi a sussurrarti un futuro possibile.
Ve la consiglio? È una di quelle esperienze che si ricordano per sempre quindi sì, ve la consiglio.


Il mio tempio del cuore
Dopo aver visitato diversi templi a Taipei, questo è indubbiamente il mio preferito: Longshan Temple. È uno di quei luoghi che ti catturano subito, perché è insieme caotico e silenzioso, sacro e quotidiano.
Bellissimo osservare come i fedeli consultano gli dèi lanciando due piccole tavolette rosse a forma di mezzaluna: i moon blocks. Si gettano a terra in coppia per ricevere una risposta: sì, no, o forse. Un gesto semplice e affascinante, a metà tra il gioco e il sacro, che racconta molto della spiritualità taiwanese.


Andateci al tramonto, quando il cielo diventa arancio e le lanterne iniziano a brillare.
Poi lasciatevi guidare dai profumi fino al night market accanto, dove l’energia cambia completamente: un caos bellissimo fatto di voci, vapori e cucine aperte.
Cenate da Wang’s Broth, un’istituzione nata come bancarella oltre quarantacinque anni fa e oggi diventata un piccolo ristorante curato e sempre pieno (e segnalato dalla guida Michelin). L’aria è densa di profumi: il piatto simbolo è il “black gold” braised pork rice, riso bianco con maiale brasato in una salsa gelatinosa, dolce e saporita insieme che si accompagna perfettamente con la verza stufata. Io scettica: si è rivelata la cena perfetta per chiudere la giornata tra sacro e profano.
Il mio quartiere preferito
Dihua Street.
Un concentrato di vecchia Taipei: tè, stoffe, spezie, botteghe con insegne scolorite, alternate a gallerie e caffè moderni. Non voglio dirvi troppo: andateci e perdetevi tra le vie, sarà amore. E tutte le cianfrusagliedalmondo più belle di Taipei le trovate proprio qui (prelevate contanti).

Dove mangiare bene (e tornare ancora)
Kanpai Classic – la degustazione completa di Wagyu è una delle migliori della mia vita.


Din Tai Fung – sì, è turistico, ma quei xiaolongbao valgono la fila (io, fortunatamente, avendo visitato Taipei in bassa stagione non ne ho fatta :)


Ossu Handroll & Bar – sushi bar minuscolo, pesce perfetto, chef che prepara ogni boccone di fronte a te e lo serve con amore su blocchi di vetro illuminati da una luce calda. Prenotate!


Coffee break
Per me, il caffè è solitamente un momento di pausa e respiro. Un momento in cui mi fermo e capisco “dove andare dopo”. La città ne è piena, talmente piena che li ho riassunti in una mappa in modo da averne sempre uno a pochi passi.
Ve la lascio qui 👉🏼 Taipei Coffee · Alice
Il caffè più buono, forse della vita, indubbiamente il cinnamon latte di Summer Savage: dolce, speziato, perfettamente bilanciato.


Trovate altre foto e qualche esperienza in più nelle storie in evidenza su Instagram.
Info pratiche ma fondamentali
Internet: io uso sempre la eSIM Holafly — illimitata, veloce, attiva in due minuti (il mio link per averla scontata qui 👉🏼 SCONTO 5%).
Come arrivare dall’aeroporto:
Se voli su Taiwan Taoyuan International Airport, puoi prendere un taxi (1200TWD, 45 minuti) oppure la Taoyuan Airport MRT, che è molto più economica e spesso anche più rapida. Parte da entrambi i terminal e arriva a Taipei Main Station in circa 35 minuti (160 TWD). Prendete il treno Express e non il Commuter, che impiega più tempo. Io ho comprato in aeroporto il gettone singolo + EasyCard in offerta: super comoda per metro, bus e persino 7-Eleven. La metro funziona tutti i giorni dalle 6:00 alle 23:00.
Taipei mi ha sorpresa. Non per qualcosa di eclatante, ma per la sua gentilezza discreta. Per la calma nei gesti, la precisione nei dettagli, il modo in cui la modernità convive con l’incenso, i templi e i dumpling bollenti.
È una città che non alza mai la voce ma lascia il segno, che ti accoglie senza chiedere nulla, che ti fa venir voglia di rallentare. Felice di averci passato un pò di tempo.
Dieci giorni qui mi hanno ricordato che anche le metropoli possono avere un’anima calma e che, a volte, basta una tazza di caffè, un tramonto tra i grattacieli o un “sì” lanciato ai moon blocks per sentirsi nel posto giusto.

Tra qualche giorno volerò verso un’altra città del Sud-Est asiatico. Ci sono già stata nel 2016, e sono curiosa di rivederla con altri occhi. Quelli che viaggiano un po’ più lenti, ma forse vedono meglio.
Se avete domande o curiosità su Taipei, vi aspetto nei commenti.
Alla prossima Vitamina.



